Renzo Cenedese

Credo che la chiave di tutto sia l’istinto, voglio che questo impulso sia la base delle mie decisioni.

La mattina appena sveglio, apro la finestra…e davanti a me c’è il sole, che spettacolo ragazzi, guardare questa palla infuocata che per ragioni scientifiche  si alza in cielo, sto li a guardarlo finchè non è del tutto fuori dal suo guscio, a volte mi sembra abbia le braccia…e si stia stiracchiando..e pian piano appoggi le sue mani su quella ipotetica linea di orizzonte per tirarsi su..e dica “oh vediamo oggi cosa succederà di bello”, mentre immagino questo..la mia mente comincia a elaborare instinti…si perchè io ne ho più di uno…oggi vorrei essere un astronauta…e poi un dottore…e magari anche una donna in cinta…e magari diventare un albero..in quel preciso momento però l’istinto prende paura e si nasconde…sembra ci sia qualcosa che lo spaventi…anzi che lo plachi..e lui zitto zitto si accartoccia su se stesso e non si ripresenta più fino all’indomani mattina…forse è la routine, sono i piedi per terra, il lavoro che riempie la pancia della mia famiglia.

Giorgia, mia figlia, crede che io faccia l’attore, come lavoro, e finchè lo crederà io non le dirò la verità

Mentre ci cambiamo in bagno lei ogni mattina chiede :  “Papà oggi chi sei?” ecco quella frase riaccende l’istinto…si alza in piedi in tutta la sua grandezza e sputa fuori idee, personaggi, storie…

è quel momento che mi fa vibrare e mi fa affrontare la noiosa giornata lavorativa.

ecco il primo motivo, faccio teatro per i sogni di mia figlia.

La giornata continua con la passeggiata verso l’asilo, durante quel tragitto mi piace vedere le diverse posizioni che prende la mia ombra  e li, immagino quella palla infuocata che dietro di me se la ride facendo diventare la mia ombra,,,prima enorme, poi piccola…prima a terra, poi su di un albero..sul viso di un altro passante…in mezzo alla strada travolta dalle macchine e penso..”ahi che male!!!” E’ bello vedere come Giorgia muova le braccia e si metta a ridere mentre all’unisono le muove anche la sua ombra e poi, il dilemma,  le fatidiche domande di una bambina di 4 anni :

“cos’è quella? e perchè è li? e perchè si sposta quando io sposto il braccio?”

cerco sempre di inventare una storia per spiegarle le cose, mi sembra più semplice…anche perchè sfido chiuque ad addentrarsi nel dire che è il sole a fare l’ombra.., poi subentreranno un turbinio di domande…su altre domande…che avranno come risposta altre domande quindi, storia!!! Giorgia sta ad ascoltare la spiegastoria (così la chiamo io) e vedo che fantastica su quello che le sto raccontando…la cosa buffa è che poi mi chiede di raccontarla di nuovo…e fortuna vuole, che il tragitto da casa all’asilo è corto!!!

Ecco, succede di nuovo, l’istinto se ne va, entro al lavoro, impiegato d’ufficio, sempre la stessa gente, sempre gli stessi problemi, sempre la stessa noia.

Ogni tanto cerco di svegliare l’istinto, ma inutilmente, non ci sono stimoli per lui, è soffocato sotto il peso dei soliti visi, carte, problemi lavorativi….che palle!!!!

secondo motivo per cui faccio teatro è la possibilità di trasformare la realtà

Comincio a scrivere un pensiero che mi tormenta…(forse l’istinto mi sta punzecchiando) ecco che a valanga ne arrivano altri…ruotano dentro la mia testa…e mi immagino l’istinto in mezzo a questo volteggiare…che è li, fermo,  con un arpione a cattura i pensieri…li tira verso di sè e se li mette in saccoccia..e poi…cosa fà sto stronzo….li chiude …e si riaccuccia nascondendosi dietro ad una telefonata lavorativa improvvisa …li ci rimane fino all’indomani…

terzo motivo per cui faccio teatro è il non avere domani…ma avere l’attimo, l’istante..

il teatro è fatto di istanti..attimi, sembra un frase fatta…ma è come il colpo di fulmine …ce l’hai in quel momento…e non vorresti arrivasse mai domani…e che quella sensazione resti li in quel momento e per sempre….e che tu la possa esprimere subito…appena vedi la persona che ti ha fulminato..e nel caso del teatro appena ti sia balenata in mente un idea..una battuta..un movimento…

la giornata lavorativa è finita, prendo il mio istinto…e me ne torno a casa…camminando lungo il viale alberato.

E’ primavera e il sole è ancora vivo…si sta accasciando lentamente e si comincia a vedere quel suo colorito arancione, gioca ancora con me quel burlone…ed è bello sentire i suoi raggi sbattere contro il mio corpo…e proiettare la mia copia buia…

qualcosa vibra…è il telefono..è il mio amico…l’ombra si porta il telefono all’orecchio e comincia a parlare (che strana voce ha)…gesticola, fa dei movimenti non naturali…ma al tempo stesso coordinati e visibilmente comprensibili…è arrabbiata, è in tensione, c’è qualcuno che la sta guardando..cerca di nascondersi…ma è troppo vanitosa per farlo…si mette al centro della strada…. alza la voce ancor di più…ora è contenta…felice …spensierata..non è più al telefono….ma è seduta su di una panchina…e sta fumando una sigaretta..

altro motivo….il teatro mi da la possibilità di cambiare il mio stato d’animo e di controllare le mie emozioni…euforia…angoscia e queste emozioni le posso trasmettere a chi guarda…

Rientro a casa…Giorgia è li che mi aspetta…aspetta il suo papà, quel papà che la mattina stessa le aveva detto…”oggi farò il Ladro”…. si avvicina e con timidezza…mi chiede “papà oggi hai fatto il Ladro?” si Giorgia…”ma era buono il ladro vero papà ?” certo Giorgia..rubava ai ricchi per dare ai poveri…corre a dirlo a mamma…

l’ombra è sparita, mi muovo in casa e lei non c’è più, che strano…eppure anche in casa ci sono luci…e se ci sono vuol dire che ci devono essere ombre…

tutto è fermo e c’è silenzio, mamma e bambini sono usciti per una passeggiata dopo cena..ed io sono qui davanti al mio pc a scrivere, quando spengo la ragione sembra che l’istinto faccia l’amore con la fantasia…entro in un mondo privo di realtà..pieno di parole…emozioni….situazioni…personaggi…pieno di ombre…

e le mie mani cominciano a muoversi sulla tastiera..e non si fermano fino a quando l’istinto non ha vuotato tutto il sacco…punto fine. E’ giunta l’ora di andare a vedere se anche la sera ci sono ombre che mi aspettano…entro in teatro e sono li, sotto i riflettori…e penso: “avete mai letto la storia di Peter Pan….la storia inizia con la ricerca della sua ombra..perchè cerca l’ombra..
perchè lo scrittore non gli ha fatto cercare qualcosa di più utile..a cosa gli serve l’ombra..è li..si muove all’unisono con noi..sta ferma quando lo siamo noi…non ha colore, non ha odore…non può parlare..l’ombra è l’assenza di luce…è inutile…..fredda

Invece, l’ombra ha la sua importanza…tutto quello che forma un ombra qualcuno l’ha creato!
…abbiamo bisogno di lei per capire dove siamo..se brancoliamo nel buio…è perchè non abbiamo l’ombra a fianco…se le luci si spengono le ombre spariscono…non spegnete le luci!!

accendetele e fermatevi a guardare le ombre…vi risponderanno questa volta…questa volta faranno cose che voi non fate …si muoveranno diversamente….avranno un odore diverso…non resteranno sul pavimento o su di un muro….questa volta non resterete nell’ombra….

ultimo motivo per cui faccio teatro, è per condividere una passione.

 

 

 

FORMAZIONE

2004-2009
Corsi di teatro (Laboratorio dell’attore – ARCI Treviso. Docente:
Daniele Coreggioli)

2010
In forza come attore, aiuto scenografo, magazziniere… e moralizzatore presso la compagnia
“OMBRE DI TEATRO”

ESPERIENZE TEATRALI

Astaroth di Stefano Benni (Poeta)
Don Giovanni di Mozart (statua, Masetto)
Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare (Piramo)
La Commedia: Inferno, Canto V di Dante Alighieri (Minosse)
Non tutti i ladri vengono per nuocere di Dario Fo (Ladro)
Cappuccetto Rosso (rivisitazione a cura del Teatrino della Neve)
La resistibile Ascesa di Arturo Ui di Bertolt Brecht (Giuseppe Givola)

La Commedia : Inferno, Canto VI (Virgilio)

A cena coi quattro chef di Ombre di teatro (Cuoco Doroteo)

Non si paga Non si paga di Dario Fo (Checco, un operaio)

Confusioni di Alan Ayckbourn

2010
“Io, Vincenzo”. La  vita  di  San  Vincenzo de’ Paoli. assistenza alla stesura e alla regia dello   spettacolo  messo  in  scena  dal  gruppo  dei  ragazzi  della parrocchia di San Giacomo di Carbonera (TV)

2011

La leggenda di Barcis (autore)

2012

L’ultima cena di Leonardo di Renzo Cenedese (autore)

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