“La resistibile ascesa di Arturo Ui”

Chiara Rossetto in scena (8/05/2010, teatro "Aurora")

"La resistibile ascesa di Arturo Ui" (8/05/2010, teatro "Aurora")

È la storia, feroce e grottesca, di un gangster della Chicago anni ’30, – gli anni del proibizionismo, della notte di San Valentino, dei racket e degli assassini – che impone la sua legge violenta al trust dei cavolfiori della città. Arturo Ui si trasforma rapidamente da delinquente di strada a boss di Stato. Ma per arrivarci uccidere non basta: la scalata di Ui passa attraverso la costruzione dell’‘immagine’ – un vecchio attore gli insegna a muoversi e a parlare -, e l’uso spregiudicato della corruzione, per conquistare le giuste ‘aderenze’ del potere finanziario e politico.

Arturo Ui non è soltanto un volgare delinquente che, insieme con i suoi accoliti, conquista la città con la forza del disprezzo e della tracotanza. È qualcosa di più meschino e di più infame, è l’incarnazione teatrale di Adolf Hitler. Senza la maschera del gangster, la sua parabola è quella di un dittatore la cui barbarie ha fatto scorrere, in tutta Europa, il sangue delle nazioni: un bandito della Chicago anni ’30 diventa simbolo di ogni dittatura.

La resistibile ascesa di Arturo Ui è scritto da Bertolt Brecht nel 1941, durante il suo esilio in Finlandia. Quando l’autore muore, nel 1956, ancora non è stato messo in scena. Arturo Ui è una lezione universale, come dire che i tiranni non hanno frontiere, non muoiono mai, sono una maledizione del genere umano. Le loro affermazioni sono state e sono tuttora possibili perché favorite dalle dimissioni collettive della società. La stessa società che circonda il protagonista, commercianti, bottegai, piccoli editori, qualche professionista. I loro compromessi e la loro vigliaccheria permettono l’ascesa del tiranno. Sono il ventre molle del genere umano, il terreno fertile che aiuta la crescita di tutti gli Arturo Ui del pianeta. Sotto questo aspetto Bertolt Brecht diventa un autore moderno e il suo stesso personaggio è modernissimo e di grande e infausta attualità.

Autore: Bertolt Brecht

Regia: Daniele Coreggioli

Anno di produzione: 2010

Durata: 120 minuti

Fascia d’età: da 14 anni

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